martedì 16 settembre 2014

AGLI ALUNNI DELLA II A


Appio Claudio sbarca in Sicilia
Cum Hiero, Syracusanorum tyrannus, atque Carthaginienses Messanam obsiderent, Appius Claudius, Romanorum consul, a Messanae civibus in auxilium vocatus, ad Siciliam contendit ut urbem obsidione liberaret. Hoc initium primi belli Punici fuit. Consul primo fretum Siculum traiecit nave piscatoria. Tum legati ab Hannone missi, Carthaginensium duce, venerunt ut pacem peterent. Sed consul colloquia de pacis condicionibus recusavit, cum Hiero non desisteret ab oppugnatione.

Un insigne esempio di virtù : Socrate
Socrates, insignis Atheniensis philosophus, sine dubio vir magnae sapientiae et integritatis fuit: ideo admirationem hominum veritatis amantium semper movebit.Vir egregio ingenio, probo animo et mira virtute praeditus, numquam civitatis utilitati favere destitit. Ad rem publicam non accessit, tamen cum necesse fuit in acie strenue pugnavit. A tota Grecia parentes adulescentes Athenas mittebant ut philosophiam discerent: philosophus discipulos doctrina, sed praecipue exemplo, sapientia atque virtute erudiebat. Nullum quidem librum scripsit, neque in schola aut domi docebat, sed per vias et in foro ut gratuito cum omnibus communicaret sapientiae suae fructus. Ideo philosophi fama magis in dies crescebat, sed in invidiam adversariorum incidit dicentium: Socrates adulescentes corrumpit et impius est, quia patrios deos non colit” Ab iniquis iudicibus damnatus, Socrates etiam morte sua insigne virtutis testimonium praebuit: nam etiamsi iniuste condemnatus, ex vinculis effugere recusavit et iniustae poenae subiacere quam legum sanctitatem violare praeoptavit.


Eolo offre ad Ulisse un dono funesto
Post urbis Troiae eversionem, Ulixes cum parva fidelium sociorum manu Asiae litora reliquit et in Graeciam navium cursum direxit. Primum in Thraciae oras pervenit, deinde in Lotophagorum insulam, ubi loti fructus crescebant: hi (questi) fructus patriae et domuum oblivionem hominibus dabant. Attigit posthac Siciliam insulam, fructuum et segetum divitem ; ibi, in opacis specubus, Cyclopes, horrida monstra vivebant. Inde venit in regna Aeoli, ventorum regis. Aeolus Ulixi utrem donavit, ubi omnes venti erant inclusi . Iam Ulixis classis navigabat, iam Ithaca ante oculos erat.

4. Quando ti (te) guardo, o Catilina, tremo con tutta la mente e con tutti gli arti. A Napoli e a Pompei c’era un ricco santuario.

5. Cesare condusse l’instancabile esercito dalla Gallia in Italia, attraverso le Alpi, e giunse nella celebre città di Rimini.


Tenacia e forza d’animo dei Romani
Urbs Roma aeterna erit; semper gentes reget, iustitiam et aequitatem populis dabit, maiorum morem servabit. In periculis et insidiis socii Romam adiuvabunt, auxilium non negabunt, bella una cum Romanis gerent. Si hostes urbem oppugnaverint, Romani eos (li) facile profligabunt;nam civium virtus et militum audacia patriam defendent. Cum Pyrrhus, nobilis Epirotarumrex, in Italiam cum ingenti exercitu venerat et apud Heracleam et Ausculum Romanos vicerat, Romani forti animo clades toleraverant novosque exercitus comparaverunt.

6.Gli uomini primitivi vivevano nelle spelonche, non in sontuose dimore. Gli agricoltori vivono nella salubre campagna.

7.Il generale Annibale, condusse le instancabili truppe di Cartaginesi in Italia, attraverso le Alpi, e giunse al celebre lago Trasimeno.



Severità di Manlio Torquato
Bello Latino T. Manlio Torquatus milites admonuerat, ne proelium cum hostibus committerent. Forte Titus Manlius, consulis filius, inter ceteros exploratores ad hostium stationem accessit; e quibus (dai quali) praefectus equitum consulis filium ad singulare proelium provocavit. Tunc Manlius, imperii patris immemor, in certamen ruit et adversarium occidit. Ubi pater quod (ciò) comperit, statim contionem advocavit et coram exercitu: “Quandoquidem” inquit “contra patris imperium dimicavisti, propter malefacta poenas solves”.

1.Giunto l’esercito nemico, i soldati romani sconfissero i crudeli nemici a Roma, presso il fiume Tevere. Quando stiamo bene, siamo lieti.

2.Nella regione della Frigia, a Troia, Achille pianse poiché era morto il suo amico Patroclo. Tuttavia, accolse le preghiere di Priamo, padre di Ettore, affinché gli restituisse le spoglie.


Il cavallo e l’asino
Asinus quidam, sarcinis onustus, equum rogabat eique dicebat: “Hoc onus mihi grave est; oneris partem aliquam(qualche: accus) vehe et subleva me”. Sed ille asini preces repudiavit. Paulo post asinus labore consumptus in via corruit animamque efflavit. Tunc agitator in equum imposuit omnes sarcinas, quas (che:acc.plur) asinus portabat atque insuper etiam pellem, asino detractam. Tum equus: “O me miserum-inquit- parvulum onus recipere recusavi, nunc me sarcinae omnes, cum pelle comitis, gravant, cuius (di cui) preces tam superbe comtempsi!


1.I condottieri valorosi, allorché combattono in guerra, mostrano un aspetto sicuro, al fine di spaventare i crudeli nemici che avanzano.

2.Giunte le instancabili truppe di Cartaginesi in Italia, attraverso i monti Pirenei e le Alpi, i consoli romani, in breve tempo, opposero i loro ingenti eserciti al fine di sconfiggere Annibale.

Pater familias
Summa erat patris auctoritas temporibus antiquis: tunc dominus erat uxoris, liberorum, servorum, sed postea eius auctoritas fuit minus imperiosa. Domi autem matres sunt dominae: curant liberos et domum gerunt. Non solum maritus, uxor et liberi sed etiam servi pars erant familiae. Servi plurimi sunt. Multi operam praestant domi, in urbe, sed multi vivunt ruri et dediti agris sunt. Pater familias domi suae rex est : habet in liberos patriam potestatem, in servos dominicam potestatem.

1.Giunto l’esercito nemico, i soldati romani sconfissero i crudeli nemici a Roma, presso il fiume Tevere.
2. Nella città di Troia, Achille pianse poiché era morto il suo amico Patroclo. Tuttavia, accolse le preghiere di Priamo, padre di Ettore, affinché restituisse le spoglie.











TRADUCI LE SEGUENTI FORME VERBALI:
mitteris, legerentur, rectae sint, lectus sum, delendus-a-um, rectae essent, amissa sit, amatum iri, aperiuntur, erudientur.

AGLI ALUNNI DELLA V E

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE 1999
Numerosi bisogni della società trovano oggi una risposta adeguata grazie all'impegno civile e al volontariato di persone, in particolare di giovani, che, individualmente o in forma associata e cooperativa, realizzano interventi integrativi o compensativi di quelli adottati da Enti istituzionali.
Quali, secondo te, le origini e le motivazioni profonde di tali comportamenti?
Affronta la questione con considerazioni suggerite dal tuo percorso di studi e dalle tue personali esperienze.

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE 2000

Giovanni Verga, in una famosa novella dal titolo Rosso Malpelo, compresa nella raccolta "Vita dei Campi" pubblicata nel 1880, racconta di due ragazzini che lavorano in condizioni disumane in una miniera.
Le cronache odierne mostrano continuamente minori in luoghi di guerra, di fame, di disperazione o utilizzati in lavori faticosi e sottoposti a inaudite crudeltà, nonostante gli appelli e gli interventi delle organizzazioni umanitarie che tentano di arginare questa tragedia. Inquadra il problema ed esponi le tue considerazioni in proposito

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE 2001
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, approvata il 10 dicembre 1948 dalle Nazioni Unite, proclama solennemente il valore e la dignità della persona umana e sancisce al tempo stesso la inalienabilità degli universali diritti etico-civili.
La storia dell'ultimo cinquantennio è tuttavia segnata da non poche violazioni di questi principi rimaste impunite.
Quali, a tuo avviso, le ragioni?
Affronta criticamente l'argomento, soffermandoti anche sulla recente creazione del primo Tribunale internazionale dei crimini contro l'umanità ed esprimendo la tua opinione sulla possibilità che questo neonato organismo internazionale possa rappresentare una nuova garanzia in favore di un mondo più giusto.


TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE 2002

Paesi e città d’Italia custodiscono un immenso patrimonio artistico e monumentale che, oltre a rappresentare una importantissima testimonianza della nostra storia, costituisce al tempo stesso una primaria risorsa economica per il turismo e per lo sviluppo del territorio. Affronta la questione anche in relazione all’ambiente in cui vivi, ponendo in evidenza aspetti positivi e negativi che, a tuo giudizio, lo caratterizzano per la cura, la conservazione e la valorizzazione di tale patrimonio.

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE 2003
«Si dice da parte di alcuni esperti che la forza delle immagini attraverso cui viene oggi veicolata gran parte delle informazioni, rischia, a causa dell'impatto immediato e prevalentemente emozionale, tipico del messaggio visivo, di prendere il sopravvento sul contenuto concettuale del messaggio stesso e sulla riflessione critica del destinatario. Ma si dice anche, da parte opposta, che è proprio la immagine a favorire varie forme di apprendimento, rendendone più efficaci e duraturi i risultati.
Discuti criticamente i due aspetti della questione proposta, avanzando le tue personali considerazioni.»

TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE 2004
Il principio della legalità, valore universalmente condiviso, è spesso oggetto di violazioni che generano disagio sociale e inquietudine soprattutto nei giovani. Sviluppa l'argomento, discutendo sulle forme in cui i vari organismi sociali possono promuovere la cultura della legalità, per formare cittadini consapevoli e aiutare i giovani a scegliere un percorso di vita ispirato ai valori della solidarietà e della giustizia.

PROGRAMMAZIONE DI LATINO 2014-2015 Classe V E - Liceo Scientifico “L. B. Alberti” Minturno


PROTAGONISTI E MODELLI CULTURALI IN ETÀ AUGUSTEA E IN ETÀ IMPERIALE QUADRO STORICO E CULTURALE
L’ età augustea. L’ età giulio-claudia. L età dei Flavi. Il Principato illuminato di Nerva e di Traiano.

TITO LIVIO
La storiografia a Roma in età augustea. Tito Livio: lo storico della celebrazione di Roma. La struttura, il contenuto, i temi delle Storie. Concezione della storia e caratteri della storiografia di Tito Livio.

FEDRO
La vita. Fedro e la tradizione favolistica antica. Caratteristiche strutturali e stilistiche della favole, funzione dei prologhi e degli epiloghi, del simbolismo e dell’allegoria. Fedro e il suo tempo: concezione dell’uomo e della vita. La favola come protesta.

PERSIO
La vita. Persio e il suo tempo: concezione della società, della politica, della cultura contemporanea. Il problema della ricerca del ‘bene’ e della ‘virtù’. I temi delle ‘Satire’. Concezione dell’arte e funzione dell’intellettuale. Stoicismo e pessimismo in Persio. Persio e la tradizione satirica. La lingua e lo stile.

LUCANO
La vita. Il contenuto e i temi del ‘Bellum civile’. la scelta dell’ epica e del tema civile. Lo Stoicismo nel Bellum civile. La poesia di Lucano e lo stile: novità e caratteri del poema, il rapporto con i modelli omerici.

LUCIO ANNEO SENECA
La vita. Dall’ impegno al dissenso. La ‘filosofia’ di Seneca: il percorso verso la virtus e la saggezza. Seneca precursore dell’ esistenzialismo : la noia, il tempo, la morte. Il pensiero politico di Seneca: la figura del principe ideale. Seneca filosofo della scienza. I temi della poetica di Seneca. La lingua e lo stile .

PETRONIO
La vita. Struttura, intreccio, temi del ‘Satyricon’. Il ‘Satyricon’ come ‘romanzo’ dell’ età neroniana. La cena Trimalchione. Petronio e il ‘realismo del distacco’. Petronio e la cultura del tempo. Il ‘ Satyricon’ come metafora politica ed esistenziale. La varietà linguistico-stilistica del Satyricon.

MARZIALE
Marziale: una vita da cliens alla ricerca del successo. Temi e personaggi degli epigrammi di Marziale. Marziale e la cultura del tempo: l’epigramma e il significato di una scelta. Autobiografismo in versi. L’epigramma come affresco del mondo in chiave comico-realistica. La vena rustica e intimistica. La poetica e lo stile.

QUINTILIANO
La vita. L’ Institutio oratoria, summa dell’ars dicendi. Quintiliano e il suo tempo: il conformismo politico e letterario. Quintiliano e la crisi dell’ eloquenza. Tradizione e modernità nella pedagogia di Quintiliano: magister e discipulus, l’apprendimento come gioco. L’ideale del perfetto oratore, vir bonus dicendi peritus. Quintiliano e il canone dell’imitazione. La scrittura di Quintiliano.

PLINIO IL VECCHIO
La vita. L’ attività letteraria. Selezione e organizzazione dei temi. L’ uomo e la natura nella visione pliniana. Plinio il Vecchio e la scienza, limiti della Naturalis Historia nello studio della natura. Stile e linguaggio.


DECIMO GIUNIO GIOVENALE
Giovenale: una vita da emarginato. Protagonisti e temi delle Satire. Giovenale e la tradizione satirica. L’ idealizzazione del passato : il moralismo e l ‘indignatio’ . La poetica e il linguaggio.

CLASSICO

Traduzione e analisi formale e contenutistica DEI TESTI PIÙ SIGNIFICATIVI DELLA CULTURA LATINA, LETTI IN LINGUA E/O IN TRADUZIONE.

Liceo Scientifico “L. B. Alberti” Minturno - PROGRAMMAZIONE DI ITALIANO 2014-2015 Classe V E



Modulo storico culturale/autore
• Modulo A

L’ ETÀ NAPOLEONICA . CARATTERI GENERALI E CONTESTO STORICO CULTURALE.
LA CULTURA ITALIANA DELL’ETA’ NAPOLEONICA: NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO


UGO FOSCOLO
La vita e le opere. Il pensiero, la funzione della poesia, la storia della critica.
La genesi, la struttura, i temi e i contenuti delle opere ( ‘Ortis’, ‘Sonetti’, ‘Odi’, ‘Le Grazie’ )

Dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis : Tutto è perduto
I Sonetti
Alla sera, A Zacinto, In morte del fratello Giovanni
Dei Sepolcri: genesi, struttura, nuclei concettuali
Dei Sepolcri: Vv 1-90;

DALLA RESTAURAZIONE AL ROMANTICISMO.
Caratteri generali e contesto storico-culturale di riferimento. Nascita del Romanticismo in Germania e Inghilterra, diffusione del Romanticismo in Francia e in Italia. Genesi storico-filosofica, temi centrali della poetica romantica. L’ intellettuale e le contraddizioni dell’ età, la figura dell’eroe romantico. La concezione dell’ arte e della letteratura.
Il Romanticismo in Italia. La polemica classico-romantica
L’articolo di M.me De Stael: Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni

GIACOMO LEOPARDI
La vita e le opere .
La genesi , la struttura, il contenuto delle opere (‘Idilli’, ‘Operette morali’, Canzoni civili, "La Ginestra’)
Lo svolgimento della lirica leopardiana : i Canti
I nuclei tematici nella lirica del Leopardi. La funzione della poesia.

Dai Canti
L’infinito
Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
Il sabato del villaggio
La ginestra (versi scelti)




ALESSANDRO MANZONI

La vita e le opere. Fasi della produzione letteraria. La concezione dell’arte e della letteratura,la poetica del ‘vero’, la figura dell’intellettuale. La genesi, la struttura, il contenuto delle opere(‘Inni sacri, ‘Tragedie’, ‘Odi politiche’).

La Pentecoste
Dall’ Adelchi : Coro dell’atto III “Un volgo senza nome”
Dagli scritti di poetica:
Lettera a Monsieur Chauvet (temi e contenuti) : rapporto tra il “vero” storico e l’invenzione poetica
Lettera al marchese Cesare D’Azeglio sul Romanticismo (temi e contenuti): l'utile per iscopo,il vero per soggetto e l'interessante per mezzo.

Genesi, temi e personaggi dei Promessi Sposi.

REALISMO E NATURALISMO NELLA CULTURA EUROPEA Contesto storico-politico,ambito filosofico, tecnico-scientifico, letterario.
Lo sviluppo del romanzo in Europa. Il romanzo come documento scientifico.
La tradizione del Romanzo realista francese ( G. Flaubert, i fratelli Goncourt, E. Zola, G. de Maupassant).

Fratelli Goncourt, Prefazione di Germinie Lacerteux
E.Zola, Il romanzo sperimentale, L’investigazione scientifica è un dovere

Il Naturalismo francese, il Verismo italiano. Il romanzo realista in Italia come interpretazione e fotografia della vita: Verga e Capuana. Principi fondamentali della poetica verista; i personaggi dell’opera verista.

LA LETTERATURA DELL’ITALIA UNITA’ (1861-1890).
Le coordinate storiche: l’unità imperfetta; la dinamica politica e sociale; intellettuali e istituzioni culturali. Le coordinate geografiche : i centri di diffusione letteraria.

GIOVANNI VERGA
Vita e opere. La genesi, la struttura, temi e contenuti delle Opere ( ‘Novelle’, ‘Malavoglia’ ,‘ Mastro Don Gesualdo’). G. Verga e il suo tempo; L’approdo al Verismo e lo svolgimento dell’ opera verghiana. L’ideologia verghiana. Il Verismo di Verga e il naturalismo zoliano. La tecnica narrativa di G.Verga, lo sperimentalismo linguistico.

G. Verga, Lettera a S.P. Verdura
Prefazione a L'amante di Gramigna
Prefazione ai Malavoglia
Rosso Malpelo, La lupa, La roba

GIOSUE’ CARDUCCI
Fasi e temi della poetica carducciana. La concezione dell’ arte e della letteratura.

Da Rime nuove: Pianto antico; San martino
Da Odi barbare: Nevicata

LA SCAPIGLIATURA MILANESE

Caratteri generali, rapporto artista- società.
Il Manifesto letterario della Scapigliatura: E. Praga, Preludio


LA CRISI DEL POSITIVISMO. IL DECADENTISMO.
D’ANNUNZIO E PASCOLI: DUE MODI DIFFERENTI DI INTERPRETARE LA CRISI DELL’UOMO DOPO L’OTTIMISMO POSITIVISTICO.

L’età del Decadentismo. Caratteri generali e contesto storico-culturale. L’origine del termine “Decadentismo”. Temi della poesia decadente. Stile della poesia decadente. La concezione dell’ arte e della letteratura: l’arte per l’arte (Theophile Gautier). Estetismo e Simbolismo. Concezione del poeta “veggente”. Il rapporto artista- società. Decadentismo e Romanticismo. Decadentismo e Positivismo.

A.Rimbaud, Lettera del veggente
P.Verlaine, Languore
Ch.Baudelaire, L’albatro, Corrispondenze.


GIOVANNI PASCOLI

La vita e le opere. Percorso artistico ed ideologico. Temi della poesia pascoliana: il tema agreste, il tema del nido, la poetica del fanciullino. Lingua e stile in Pascoli, lo sperimentalismo linguistico: fonosimbolismo, plurilinguismo, espressionismo.

Da ‘Myricae’
X Agosto
L’assiuolo

Dai ‘Canti di Castelvecchio’
Nebbia
Dai ‘Poemetti’
Italy
Dalle Prose: Il fanciullino

GABRIELE D’ANNUNZIO
La vita e le opere. G. D' Annunzio e il suo tempo. La produzione letteraria e le fasi della poetica dannunziana. L' estetismo dannunziano. I romanzi del superuomo, Le Laudi.

Laudi, ‘Alcyone’: La pioggia nel pineto
Da ‘Il Piacere’: Andrea Sperelli


L’ETA DELLE AVANGUARDIE E IL FUTURISMO
Crepuscolarismo e Futurismo : caratteri generali e contesto storico di riferimento.

F.T. Marinetti, Il Manifesto letterario del Futurismo,1909; Il Manifesto tecnico della letteratura futurista, 1912 (individuazione di temi e motivi).


I MAESTRI DELLA MODERNITA’ NOVECENTESCA.
SVEVO E PIRANDELLO. LA CRISI DELL’UOMO MODERNO, LA NOVITA’ DEL NARRARE.

Il Romanzo della crisi: contesto storico-culturale di riferimento, temi e contenuti, i protagonisti, le strutture formali. La figura dell’inetto.


IL ROMANZO E LA PSICANALISI: ITALO SVEVO
La vita e le opere. Temi fondamentali della poetica di Svevo: l’inettitudine, l’inconscio, la dissoluzione dell’io.

Da La coscienza di Zeno: Salute e malattia

LUIGI PIRANDELLO
La vita e le opere. Fasi della produzione letteraria. La visione del mondo e la poetica: temi fondamentali. Il relativismo conoscitivo. Il teatro di Pirandello
Da ‘Uno, nessuno e centomila’: Mia moglie e il mio naso
Da ‘Novelle per un anno’: Il treno ha fischiato


LA POESIA ITALIANA TRA LE DUE GUERRE. UNGARETTI, QUASIMODO, MONTALE: MODI DIVERSI DI SENTIRE IL MALE DI VIVERE.

Contesto storico culturale di riferimento. L’ Ermetismo. Sperimentalismo metrico e sintattico.

GIUSEPPE UNGARETTI
Fasi della poetica di Ungaretti, temi delle opere.

Da L’allegria
Veglia
Sono una creatura
San Martino del Carso


Da Il dolore, Non gridate più

SALVATORE QUASIMODO
I temi della poetica di S. Quasimodo
Ed è subito sera


EUGENIO MONTALE
Fasi della poetica di E. Montale, temi delle opere.

Da ‘Ossi di seppia’
Non chiederci la parola
Meriggiare pallido e assorto




Modulo dedicato allo studio della Divina Commedia Modulo B


Dante – Divina Commedia , Purgatorio: Canti I, VI, XI, XII, XVII, XXXIII (Preghiera alla Vergine).

martedì 2 settembre 2014

AGLI ALUNNI DELLE CLASSI I A, III D, IV E

Ecco per voi ancora un elenco di testi scelti ( per lo più classici) che potranno aggiungersi a quelli già letti dall’inizio delle vacanze. Offriranno una buona opportunità di svago e di arricchimento prima del rientro a scuola anche agli alunni che nel corso dell’estate sono stati impegnati nel recupero delle carenze. Buona lettura a tutti! Prof. Cardaropoli



L’OTTOCENTO


A.Cechov, Il duello
C.Boito, Senso e altre novelle
Ch.Bronte, Jane Eyre
Ch.Dickens, Oliver Twist
E. Wallace, L’enigma della candela ritorta; Il mistero delle tre querce
E.A.Poe, Racconti del terrore; Storia di Gordon Pym
E.Bronte, Cime tempestose
E.T.A. Hofmann, Racconti notturni; Gli elisir del diavolo
F.Dostoevskij, L’idiota; I demoni; Racconti; Delitto e castigo, I fratelli Karamazov
F.Tozzi, Tre croci; Con gli occhi chiusi; Giovani e altre novelle
G. de maupassant, Bel - Ami
G. Flaubert, Madame Bovary
G.D’Annunzio, Il Piacere, l’Innocente
G.Deledda, Canne al vento
G.Verga, La lupa ed altre novelle; I Malavoglia; Mastro Don Gesualdo
H. de Balzac, Un tenebroso affare; Eugenie Grandet; Papà Goriot
H.Walpole, Il castello d’Otranto
I.Turgenev, Primo amore; Nido di nobili; Lo spadaccino
J.Austen, Orgoglio e pregiudizio
l.Tolstoj, La sonata a Kreutzer; la morte di Ivan Il’ic; Anna Karenina; Guerra e pace;
M.G.Lewis, Il monaco
M.Shelley, Frankenstein
N.Hawthorne, La lettera scarlatta
O.Wilde, Il ritratto di Dorian Gray; Il delitto di Lord Arthur Savile
R.L.Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekill e del dottor Hyde
Stendal, La certosa di Parma; Il rosso e il nero

IL NOVECENTO E OLTRE

A. Camilleri, Gita a Tindari ; La forma dell’acqua; Un mese con Montalbano
A. De Carlo, Treno di panna
A.Baricco, Novecento
B. Fenoglio, Una questione privata; Primavera di bellezza
C. A. Ciampi, Da Livorno al Quirinale; A un giovane italiano
C. Levi , Cristo si è fermato a Eboli
C.E.Gadda, La cognizione del dolore
D. Buzzati , Il deserto dei Tartari; Un amore
D.Maraini, La lunga vita di Marianna Ucria
E. Morante, L'isola di Arturo
E.Biagi, Disonora il padre
E.m. forster, Camera con vista
E.Vittorini, Conversazione in Sicilia
G. Carofiglio, Testimone inconsapevole; Ad occhi chiusi; Ragionevoli dubbi;
G. Garcia Marquez, Cronaca di una morte annunciata
G.Bufalino, Diceria dell’untore
G.Orwell, la fattoria degli animali, 1984
G.Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo
Ghassan Kanafani, Ritorno ad Haifa
I. Allende, La casa degli spiriti; Paula
I. Calvino , Il barone rampante; Il cavaliere inesistente; Il visconte dimezzato
I. Calvino , Marcovaldo
I.Montanelli, Il generale della rovere
I.Svevo, La coscienza di Zeno, Senilità; Una vita
J.Fante, Chiedi alla polvere; Un anno terribile
J.Joyce, Gente di Dublino
L.Pirandello, Il fu Mattia Pascal; Uno, nessuno e centomila; La patente e altri racconti
L.Sciascia, A ciascuno il suo; Una storia semplice
L.Sorrenti, L’uomo nero; Immagina i corrvi
M.Tobino, Per le antiche scale
M.Yourcenar, Memorie di Adriano
N.Ginzburg, Caro Michele
P. Levi , Se questo è un uomo
R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingstone
U.Eco, Il nome della rosa; L’isola del giorno prima; La misteriosa fiamma della regina Loana
V.Cerami, Un borghese piccolo, piccolo
V.Wolfe, Mrs Dalloway


PRIME CLASSI

A. Camilleri, Gita a Tindari; La forma dell’acqua; Un mese con Montalbano
A. Christie , Dieci piccoli indiani
A.Baricco, Novecento
A.C.Doyle, Le avventure di S.Holmes
C. A. Ciampi, Da Livorno al Quirinale; A un giovane italiano
C. Levi, Cristo si è fermato a Eboli
Ch.Dickens, Oliver Twist
D. Pennac, La fata Carabina, Il paradiso degli orchi, Storia di un corpo
E.A.Poe, storia di Gordon Pym
Estate in giallo, ed. Newton Compton
F. Uhlman, L’amico ritrovato
G. Carofiglio, Testimone inconsapevole
G. Deledda,Canne al vento
G. Garcia Marquez, Cronaca di una morte annunciata
G.Simenon, Il treno
H. Hesse, Siddharta, Narciso e Boccadoro
I. Allende, Paula; La casa degli spiriti
I. Silone, Fontamara
I.Calvino , Marcovaldo
I.Calvino,Il barone rampante; Il cavaliere inesistente; Il visconte dimezzato
I.Svevo,La coscienza di Zeno
J. D.Salinger, Il giovane Holden
J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit
K. Follet, La cruna dell’ago; la caduta dei giganti, L’inverno del mondo
Kh. Hosseini, Il cacciatore di aquiloni
L.Pirandello, Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila; La patente e altri racconti
L.Sciascia, A ciascuno il suo; Una storia semplice
L.Sorrenti, L’uomo nero; Immagina i corrvi
M.Yourcenar, Memorie di Adriano
N. Ammaniti, Io non ho paura; Come Dio comanda
P. Giordano,La solitudine dei numeri primi
P. Levi, Se questo è un uomo
P. Mastrocola,
una barca nel bosco; Non so niente di te
R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingstone
S. Benni, Achille piè veloce
Vacanze in giallo, Sellerio editore

martedì 22 luglio 2014

AGLI ALUNNI DELLA IV E

Riporto di seguito due celeberrime poesie, rispettivamente di Pascoli e di Leopardi. Sono rivolte agli studenti che vorranno partecipare all'incontro di lunedì, 28 luglio, ore 19 . Prof. Cardaropoli


La mia sera - G. Pascoli, dai Canti di Castelvecchio
Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c’è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! Che scoppi!
Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell’aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell’umida sera.

E, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d’oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell’ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la gàrrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l’ebbero intera.
Né io… e che voli, che gridi,
mia limpida sera!

Don …Don… E mi dicono, Dormi!
Mi cantano, Dormi! Sussurrano
Dormi! Bisbigliano, Dormi!
Là, voci di tenebra azzurra….
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era…
sentivo mia madre…poi nulla…
sul far della sera.

b>L'infinito
- G. Leopardi, dai Canti

Sempre caro mi fu quest'ermo colle
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo; ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.





AGLI ALUNNI DELLA I A


Sottopongo all'attenzione degli alunni che vorranno partecipare all'incontro del 28 luglio - ore 19 - i brani da recitare. Prof. Cardaropoli




PROEMIO ILIADE
Traduzione di Vincenzo Monti

Càntami, o Diva, del Pelìde Achille,
l’ira funesta , che infiniti addusse
lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco
generose travolse alme d’eroi,
e di cani e d’augelli orrido pasto
lor salme abbandonò (così di Giove
l’alto consiglio s’adempìa), da quando
primamente disgiunse aspra contesa
il re de’ prodi Atrìde e il divo Achille.


PROEMIO ODISSEA

Traduzione di Salvatore Quasimodo

Narrami, o Musa, l’uomo dall’agile mente
Che a lungo andò vagando, poi che cadde Troia,
la forte città, e di molte genti vide le terre
e conobbe la natura dell’anima, e molti dolori
patì nel suo cuore lungo le vie del mare,
lottando per tornare in patria coi compagni,
che per loro, folli, (come simili a fanciulli!),
non poté sottrarre alla morte,
poi che mangiarono i buoi del Sole, figlio del cielo,
che tolse loro il tempo del ritorno.
Questo narrami, o dea, figlia di Zeus,
e comincia di dove tu vuoi.

PROEMIO ENEIDE
Traduzione di Annibal Caro (1581)

L’armi canto e ‘l valor del grand’eroe
che pria da Troia, per destino, ai liti
d’Italia e di Lavinio errando venne;
e quanto errò, quanto sofferse, in quanti
e di terra e di mar perigli incorse,
come il traea l’insuperabil forza
del cielo, e di Giunon l’ira tenace;
e con che dura e sanguinosa guerra
fondò la sua cittade, e gli suoi Dei
ripose in Lazio, onde cotanto crebbe
il nome de’ Latini, il regno d’Alba,
e le mura e l’imperio alto di Roma.
Musa, tu che di ciò sai le cagioni,
dimmi. Qual dolor, qual onta
fece la Dea, ch’è pur donna e regina
degli altri Dei, sì nequitosa ed empia
contra un sì pio? Qual suo nume l’espose
per tanti casi a tanti affanni? Ahi tanto
possono ancor là su l’ire e gli sdegni?



IL LAMPO
G. Pascoli, da Myricae

E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.


IL TUONO - G. Pascoli, da Myricae

E nella notte nera come il nulla,
a un tratto, col fragor d’arduo dirupo
che frana, il tuono rimbombò di schianto:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,
e poi vanì. Soave allora un canto
s’udì di madre, e il moto di una culla.