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martedì 7 luglio 2015

PROPOSTE DI LETTURA - classi I E - II A

ECCO PER VOI UNA BREVE SELEZIONE DI ROMANZI DA POTER LEGGERE, A SCELTA, DURANTE LE VOSTRE PIACEVOLISSIME GIORNATE AL MARE!.. l'ELENCO POTRA' ESSERE ULTERIORMENTE ARRICCHITO DALLE PIU' RECENTI NOVITA' EDITORIALI.... BUONA LETTURA! Prof.ssa Cardaropoli

I PIU' VENDUTI DELL'ESTATE 2015!...

A.Camilleri, La giostra degli scambi
A.Todd, After
C. De Gregorio, Mi sa che fuori è primavera
C. Lackberg, Il segreto degli angeli
C.Rovelli, Sette brevi lezioni di Fisica
D.Bignardi, Santa degli impossibili
F. Vargas, Tempi glaciali
G.Cooper, La porta delle tenebre
M.Conneely, La scatola nera
P. Hawkins, la ragazza del treno
S.Benni, Cari mostri



L’OTTOCENTO
A.Cechov, Il duello
C.Boito, Senso e altre novelle
Ch.Bronte, Jane Eyre
Ch.Dickens, Oliver Twist
E. Wallace, L’enigma della candela ritorta; Il mistero delle tre querce
E.A.Poe, Racconti del terrore; Storia di Gordon Pym
E.Bronte, Cime tempestose
E.T.A. Hofmann, Racconti notturni; Gli elisir del diavolo
F.Dostoevskij, L’idiota; I demoni; Racconti; Delitto e castigo, I fratelli Karamazov
F.Tozzi, Tre croci; Con gli occhi chiusi; Giovani e altre novelle
G. de maupassant, Bel - Ami
G. Flaubert, Madame Bovary
G.D’Annunzio, Il Piacere, l’Innocente
G.Deledda, Canne al vento
G.Verga, Storia di una capinera; La lupa ed altre novelle; I Malavoglia; Mastro Don Gesualdo
H. de Balzac, Un tenebroso affare; Eugenie Grandet; Papà Goriot
H.Walpole, Il castello d’Otranto
I.Turgenev, Primo amore; Nido di nobili; Lo spadaccino
J.Austen, Orgoglio e pregiudizio
l.Tolstoj, La sonata a Kreutzer; la morte di Ivan Il’ic; Anna Karenina; Guerra e pace;
M.G.Lewis, Il monaco
M.Shelley, Frankenstein
N.Hawthorne, La lettera scarlatta
O.Wilde, Il ritratto di Dorian Gray; Il delitto di Lord Arthur Savile
R.L.Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekill e del dottor Hyde
Stendhal, La certosa di Parma; Il rosso e il nero

IL NOVECENTO E OLTRE
A. Camilleri, Gita a Tindari ; La forma dell’acqua; Un mese con Montalbano; Il giro di boa
A. De Carlo, Treno di panna
A.Baricco, Novecento
B. Fenoglio, Una questione privata; Primavera di bellezza
C. A. Ciampi, Da Livorno al Quirinale; A un giovane italiano
C. Levi , Cristo si è fermato a Eboli
C.E.Gadda, La cognizione del dolore
D. Buzzati , Il deserto dei Tartari; Un amore
D.Maraini, La lunga vita di Marianna Ucria
E. Morante, L'isola di Arturo
E.Biagi, Disonora il padre
E.m. forster, Camera con vista
E.Vittorini, Conversazione in Sicilia
G. Carofiglio, Testimone inconsapevole; Ad occhi chiusi; Ragionevoli dubbi;
G. Garcia Marquez, Cronaca di una morte annunciata
G.Bufalino, Diceria dell’untore
G.Orwell, la fattoria degli animali, 1984
G.Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo
Ghassan Kanafani, Ritorno ad Haifa
I. Allende, La casa degli spiriti; Paula
I. Calvino , Il barone rampante; Il cavaliere inesistente; Il visconte dimezzato
I. Calvino , Il sentiero dei nidi di ragno; Marcovaldo
I.Montanelli, Il generale della rovere
I.Svevo, La coscienza di Zeno, Senilità; Una vita
J.Fante, Chiedi alla polvere; Un anno terribile
J.Joyce, Gente di Dublino
L.Pirandello, Il fu Mattia Pascal; Uno, nessuno e centomila; La patente e altri racconti
L.Sciascia, A ciascuno il suo; Una storia semplice
L.Sorrenti, L’uomo nero; Immagina i corvi
M.Tobino, Per le antiche scale
M.Yourcenar, Memorie di Adriano
N.Ginzburg, Caro Michele
P. Levi , Se questo è un uomo
R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingstone
U.Eco, Il nome della rosa; L’isola del giorno prima; La misteriosa fiamma della regina Loana, Numero zero
V.Cerami, Un borghese piccolo, piccolo
V.Woolf, Mrs Dalloway


BIENNIO
A. Camilleri, Gita a Tindari; La forma dell’acqua; Un mese con Montalbano
A.Baricco, Novecento
A.C.Doyle, Il mastino dei Baskerville
C. Levi, Cristo si è fermato a Eboli
Ch.Dickens, Oliver Twist
D. Pennac, La fata Carabina,Il paradiso degli orchi, Storia di un corpo
E.A. Poe, I racconti dell'incubo e del terrore
F. Uhlman, L’amico ritrovato
G. Carofiglio, Testimone inconsapevole
G.Orwell, la fattoria degli animali, 1984
G.Simenon, Il grande male
H. Hesse, Siddharta, Narciso e Boccadoro
I. Allende, Paula; La casa degli spiriti
I. Silone, Fontamara
I.Calvino , Il sentiero dei nidi di ragno
I.Calvino,Il barone rampante; Il cavaliere inesistente; Il visconte dimezzato
I.Svevo, La coscienza di Zeno
J. D.Salinger, Il giovane Holden
JRR Tolkien, Lo Hobbit
K. Follet, La cruna dell’ago; la caduta dei giganti, L’inverno del mondo
Kh. Hosseini, Il cacciatore di aquiloni
L.Pirandello, Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila; La patente e altri racconti
L.Sciascia, A ciascuno il suo; Una storia semplice
L.Sorrenti, L’uomo nero; Immagina i corvi
M.Simoni, L'abbazia dei cento delitti
M.Yourcenar, Memorie di Adriano
N. Ammaniti, Io non ho paura; Come Dio comanda
P. Levi, Se questo è un uomo
P. Mastrocola, una barca nel bosco; Non so niente di te
R. Bach, Il gabbiano Jonathan Livingstone
S. Benni, Achille piè veloce
St.King, Revival; L'uomo in fuga; La lunga marcia
Vacanze in giallo, Sellerio editore
C.Tani, Lo stupore del mondo
O.Wilde, Il ritratto di Dorian Gray
U. Eco, Numero zero



domenica 1 marzo 2015

IL SAGGIO BREVE.



Il saggio breve è un testo a carattere informativo - argomentativo, diffusosi nella pratica scolastica a partire dal 1998, con l’entrata in vigore della nuova normativa sugli esami di Stato, che lo ha introdotto tra le tipologie testuali della prima prova scritta di Italiano. Il saggio rappresenta un esempio di scrittura documentata in quanto si basa su un' accurata documentazione che l’autore acquisisce come supporto informativo della propria personale interpretazione di una questione, e come garanzia di oggettività per il lettore.
Per la stesura di un saggio breve è necessario:
 Comprendere il testo (la documentazione fornita dal Dossier)
 Conoscere l’argomento (traccia)
 Saper argomentare (discutere su un fenomeno) facendo riferimento a concetti validi che abbiano la forza del convincimento e il sostegno della attendibilità. La scelta degli argomenti deve far riferimento a criteri razionali:
- fatti concreti (esempi tecnici, fatti di cronaca, eventi storici)
- ricorso ad opinioni autorevoli (formulate da esperti, intellettuali, organismi internazionali)
- criterio logico (causa-effetto)
- ricorso a principi etici universali

IL DOSSIER INFORMATIVO
 INTERPRETAZIONE: parole chiave, concetti chiave, citazioni, sintesi/ confronto tra i documenti/interpretazione personale.
 Fare una SCHEDATURA DEI DOCUMENTI individuandone i concetti chiave ( i nuclei concettuali attraverso le parole-chiave) e le frasi tematiche. Nel caso di documento non verbali (iconografici, numerici, ecc) sintetizzare il loro contenuto.
 Comprendere le TESI di fondo di ciascuno dei brani presentati; confrontare tra loro le tesi.
 Definire la propria TESI che può coincidere o meno con le tesi emerse dall’analisi dei documenti. Esporla e discuterla, avvalorandola con ARGOMENTI VALIDI POSTI A SOSTEGNO DELLA TESI.


FASI DI SVOLGIMENTO DEL SAGGIO BREVE
• PRESCRITTURA
- Lettura e analisi della consegna e dell’argomento (Traccia)
- Lettura e schedatura della documentazione
- Scelta della TESI da sostenere e delle argomentazioni a favore della tesi
- TITOLO (meglio se formulato successivamente).
- DESTINAZIONE EDITORIALE : rivista specialistica letteraria, rivista di studi storici, rivista di studi socio-economici, rivista a carattere scientifico; fascicolo scolastico di ricerca e documentazione.
- STILE: sintassi più o meno complessa, lessico accurato e specialistico, stile prevalentemente ipotattico.
- Costruzione di una SCALETTA del testo argomentativo, cioè di un elenco di punti e sottopunti, disposti in ordine verticale che servirà come schema per la stesura del testo (attribuire a ciascun punto un numero, oppure una lettera dell’alfabeto).

• SCRITTURA


A) INTRODUZIONE (PARAGRAFO INIZIALE):
Informazioni sommarie sull’argomento proposto dalla traccia: si espongono i termini del problema e gli elementi utili alla sua comprensione. Enunciazione della questione nei suoi elementi informativi fondamentali. L’ introduzione ha un carattere informativo e costituisce la premessa all’argomentazione vera e propria che caratterizzerà il corpo centrale del testo.
Come iniziare: inquadramento del problema con informazioni a carattere generale; domanda o serie di domande che troveranno risposta; affermazione personale; citazione di persona autorevole; riferimento a fatti storici, vicenda personale, aneddoto.

B) Dichiarazione della TESI, da inserire in posizione di rilievo: preferibilmente all’inizio del testo, oppure nel corso o alla fine della trattazione (PARAGRAFO CON DICHIARAZIONE DELLA TESI).

C) Evidenziazione di un'eventuale ANTITESI : viene enunciata una tesi contraria e si espongono gli argomenti che la sostengono.

D) Elaborazione, attraverso PARAGRAFI (nuclei di testo coesi e coerenti), delle ARGOMENTAZIONI a favore della TESI ed, eventualmente, a confutazione dell'ANTITESI: si espongono argomenti a sostegno della tesi e si dimostra che gli argomenti dell’antitesi sono infondati e/o non validi, scegliendo un criterio logico di successione.
I singoli PARAGRAFI, dedicati agli argomenti a favore della tesi o a confutazione dell’antitesi, devono contenere dati informativi validi desunti dal dossier o da altre conoscenze in tuo possesso, e ragionamenti (nessi logici, esempi, confronti) che motivino le tue affermazioni e costruiscano progressivamente il procedimento argomentativo. I vari paragrafi dovranno rispondere a criteri di coerenza logica e di coesione tematica.

A tal proposito risulta fondamentale l’uso dei CONNETTIVI TESTUALI che possono essere:
- Forme nominali e verbali che rimandano ad una parola del paragrafo precedente (pronomi come “ciò”, “questo fatto”, o aggettivi, sostantivi e verbi ripetuti o sinonimi);
- Congiunzioni, avverbi,preposizioni, locuzioni che esprimono il criterio logico di successione tra i paragrafi: “ma, tuttavia, conseguentemente, come abbiamo visto, a ciò si aggiunga che in primo luogo, ad esempio ipotizziamo che”.

Una volta concluso il paragrafo, è opportuno andare a capo per segnalare graficamente il cambio di argomento (non confondere il Paragrafo con il Periodo). E’ opportuno, almeno nella prima fase di stesura, titolare o numerare i singoli paragrafi, al fine di meglio evidenziarli. E'opportuno l'uso della terza persona.

E) Stesura della CONCLUSIONE, in cui si riporta l’attenzione sulla tesi e se ne ribadisce la validità, prospettando eventuali sviluppi della tesi stessa.

F) assegnazione del TITOLO.

N.B. Ricordati di dedicare a ciascun punto della scaletta (A,B,C,D,E) un paragrafo, cioè una porzione di testo unitaria per significato e struttura morfosintattica, caratterizzata da una relativa autonomia dal resto del testo (non confondere il Paragrafo con il Periodo).
- I dati informativi vanno corredati da precisi e opportuni riferimenti testuali. Citazione bibliografica: Nome e cognome autore, Titolo opera (tra virgolette oppure sottolineato), casa editrice, luogo e data di edizione. Es: C.Levi, “Cristo si è fermato ad Eboli”,Einaudi, Torino 1945.

• POSTSCRITTURA : Rilettura e correzione; copiatura, rilettura conclusiva.


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domenica 25 gennaio 2015

ANALISI TESTO POETICO – IL COMMENTO


La struttura di un commento si articola in tre fasi: INTRODUZIONE, ANALISI DEL SIGNIFICATO, ANALISI DEL SIGNIFICANTE.

A) INTRODUZIONE - INFORMAZIONI SOMMARIE SUL TESTO (titolo, autore, opera da cui è tratto il testo, anno composizione, argomento generale della lirica).

B) PIANO DEL SIGNIFICATO (LIVELLO STILISTICO- RETORICO): lessico e parole chiave, sintassi(l'ordine delle parole nel testo poetico, la disposizione dei periodi in simmetria o in parallelismo), temi dominanti, messaggio che il poeta vuole trasmettere, figure retoriche di significato (similitudine, metafora, analogia, sinestesia, metonimia, sineddoche, iperbole, antitesi, ossimoro) e di ordine delle parole ( climax, anticlimax, anafora,chiasmo, inversione) contestualizzazione, conclusione. Relazione tra significato e significante(ad esempio, suoni aspri e duri possono comunicare l'idea del dolore).

C) PIANO del SIGNIFICANTE (STRUTTURA DEL TESTO DAL PUNTO DI VISTA TECNICO-FORMALE - LIVELLO METRICO RITMICO) : versi, strofe, rime, schema metrico, figure retoriche del significante: figure metriche, figure di suono; ritmo della lirica: accenti ritmici (ictus) ravvicinati o distanziati, pause metriche o sintattiche, enjambement.

Ciascuna opera letteraria va intesa, secondo i principi della moderna critica letteraria ispirati allo Strutturalismo e alla TEORIA DEL SEGNO LINGUISTICO di FERDINAND DE SAUSSURRE(Ginevra,1857 – Vufflens-le-Château, 1913; fu un linguista e semiologo svizzero. È considerato il fondatore della linguistica moderna), come un insieme di segni che devono essere decodificati in sede interpretativa al fine di cogliere il significato denotativo e connotativo che il testo vuole esprimere. Il segno linguistico è, infatti, una realtà polisemica, un “concetto dicotomico” composto da un significante e da un significato: il significante rappresenta l’aspetto esteriore e formale del segno, l’insieme degli artifici comunicativi dell’opera; il significato si riferisce al contenuto denotativo e connotativo dell’opera, al messaggio che il testo si propone di trasmettere attraverso il piano del significante. In tal senso un importante campo d’indagine, nell’analisi di un testo letterario, è il PIANO DEL SIGNIFICANTE, cioè il PIANO TECNICO-FORMALE, che riguarda le manifestazioni fonologiche e le nozioni di verso, strofa, rima, metro, ritmo, figure retoriche del significante, figure di suono.
Un altro campo d’indagine riguarda il PIANO DEL SIGNIFICATO, il contenuto connotativo del testo, ciò che la lirica vuole comunicare attraverso le figure retoriche, secondo un significato diverso da quello letterale. Attraverso lo studio del significante e del significato è possibile stabilire il contenuto connotativo dell’opera e giungere ad una corretta ed esaustiva decodificazione del testo letterario inteso come insieme di segni linguistici.

lunedì 3 novembre 2014

TIPOLOGIA A - ANALISI TESTUALE : INFERNO, c.III. Dall'elaborato di Francesca Valeria Malagisi, III D, a.s.2013-14.


COMPRENSIONE

Il terzo canto dell'Inferno è tratto dalla Divina Commedia, il capolavoro di Dante Alighieri composto a partire dal 1304.
E' la sera dell' 8 aprile 1304, venerdì santo, ci troviamo nell'Antinferno, luogo dove risiedono gli ignavi, peccatori condannati a correre senza sosta dietro ad una bandiera bianca, priva di insegne, mentre vengono punzecchiati da mosconi e vespe; qui i due protagonisti, Dante e Virgilio, incontrano Caronte, il traghettatore delle anime dell'Inferno.
Il narratore – protagonista giunge davanti a una porta sulla cui sommità c'è un'iscrizione che preannuncia le caratteristiche del luogo, regno dell'eterno dolore senza speranza. Confortato da Virgilio, che lo incoraggia ad abbandonare ogni viltà, Dante viene introdotto nel regno dei morti. Ode subito, nelle tenebre, un clamore infernale, un misto di gemiti, bestemmie, imprecazioni, percosse, a tal punto da essere indotto al pianto. Virgilio, somma guida di Dante, insuperabile modello di cultura e di saggezza, spiega che sono le anime degli ignavi, le anime di coloro che vissero “sanza ‘nfamia e sanza lodo” (v. 36 ). A questi è unita la schiera degli angeli che, al momento della ribellione di Lucifero a Dio, non si allearono con nessuna delle due parti. Tutti costoro si lamentano per essere oggetto di disprezzo generale, di Dio come del demonio; perciò non è il caso di ragionarne oltre. La loro pena consiste nel correre senza sosta dietro ad una bandiera che si muove velocemente e nell'essere continuamente stimolati da mosconi e vespe, che rigano il loro volto producendo ferite il cui sangue mescolato alle lacrime, è raccolto ai loro piedi da vermi schifosi. Giunto in prossimità di un fiume, Dante scorge una grande moltitudine di anime che si radunano in attesa di esser traghettate alle sedi infernali. Una figura mostruosa, dalla lunga barba bianca (“un vecchio, bianco per antico pelo” v.83; il “nocchier de la livida palude, che ‘ntorno a li occhi avea di fiamme rote” vv.98-99) lancia loro orribili minacce, e invita lo stesso Dante a fuggir via da quel luogo di dolore. In difesa di quest'ultimo interviene Virgilio, che con tono aspro e solenne redarguisce Caronte sottolineando il significato provvidenzialistico del viaggio di Dante, voluto da Dio stesso, per la salvezza propria e dell’intera umanità : “Caron non ti crucciare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare” (vv.94-96) Il canto si chiude con l’immagine, malinconica e struggente , delle anime dannate che si apprestano l’una dopo l’altra, come tante foglie morte che si staccano inesorabilmente dai rami, a salire sulla barca di Caronte. Segue un improvviso terremoto che provoca lo svenimento di Dante.

ANALISI DEL SIGNIFICANTE E DEL SIGNIFICATO

Il terzo canto dell’Inferno è formato da 136 endecasillabi piani, divisi in quarantaquattro terzine più un'ultima quartina; i versi sono legati tra loro da una rima incatenata (terza rima) che segue lo schema ABA BCB CDC, e cosi via. La struttura narrativa è ben modulata per il sapiente alternarsi di sequenze descrittive e dialogiche che mantengono viva l'attenzione del lettore attraverso l'alternarsi di dialoghi a scopo chiarificatore e descrizioni di scene inusuali. A conferire musicalità al componimento si aggiungono anche le figure metriche, quali l'aferesi,l'apocope, la paragoge, nonché le figure foniche, come l'allitterazione al verso 21 (“mi mise dentro a le segrete cose”), dove la ripetizione della lettera “R” nei suoni “TR” e “GR” inseriti rispettivamente nelle parole “dentro” e “segrete” spingono il lettore ad immaginare con vivo realismo la scena in cui Dante e Virgilio si addentrano nell'antinferno.

Il terzo canto dell'inferno si apre con la terribile iscrizione sulla porta dell’ Inferno per ammonimento e avvertimento alle anime che entrano nel regno del dolore; la martellante anafora della prima terzina (“per me si va… per me si va…per me si va…”), la perifrasi della seconda (“Giustizia mosse il mio alto fattore…e ‘l primo amore”), la concisione lapidaria della terza (“ lasciate ogni speranza voi ch’entrate”) ribadiscono, con un linguaggio drammatico e minaccioso, il concetto della dannazione eterna: dall’Inferno cristiano ogni speranza di evasione è impossibile, ogni luce di speranza inesistente. La temporanea suspense, alimentata dallo stato d’animo di Dante, in preda all’angoscia e allo sgomento, coincide con ill momento dell'ingresso all’inferno, momento che segna l'inizio di un viaggio straordinario, non privo di dubbi e paure. Nel primo breve dialogo del canto appare una delle parole tematiche del canto: “viltà” . Dice infatti Virgilio : “ qui si convien lasciare ogni sospetto; ogne vilta' convien che qui sia morta” (vv.14-15); com’è evidente, il termine “viltà” è inserito in un’ affermazione di carattere sentenzioso, carattere ben evidenziato dalla struttura chiastica dei versi. L'intento è duplice: da un lato sottolinea la necessità per Dante di abbandonare ogni esitazione, e affidarsi alla saggezza della sua autorevole guida; dall'altro anticipa il tema dominante del canto: l'ignavia, la pusillanimità. Con il sovrapporsi del linguaggio gestuale a quello verbale (“E poi che la sua mano a la mia pose” v.22) si vuole sottolineare la gravità del momento. Con il CLIMAX ascendente del verso 22 “QUIVI SOSPIRI, PIANTI E ALTI GUAI” ci troviamo in un contesto di confusione e commistione che abbraccia tutta la gamma dei timbri, delle voci acute a quelle afone, con una connotazione generale di disumanità o bestialità. La similitudine del verso 30 (“come la rena quando turbo spira”) ha la funzione di offrire una rappresentazione concreata e realistica di un fenomeno atmosferico reso attraverso una sensazione uditiva caratterizzata dalla caoticità e dalla vorticosità del propagarsi disordinato dei suoni. Il secondo dialogo, invece, ha funzione ESPLICATIVO-DIDASCALICA poiché ci fornisce delucidazioni sulle anime degli ignavi:“Questo misero modo tengon l’anime triste di coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo” (vv. 34-36) Vi predomina una linea di senso che si struttura intorno a parole-chiave incentrate sulla negazione e sull'assenza “VIVER SANZA 'NFAMIA E SANZA LODO” “NON FURON RIBELLI/ NE' FUR FEDELI A DIO” “CACCIANLI I CIEL PER NON ESSER MEN BELLI;/ NE' LO PROFONDO INFERNO LI RICEVE,/ C'ALCUNA GLORIA I REI AVREBBER D'ELLI”, “'NVIDIOSI SON D'OGNE ALTRA SORTE”. Nelle frasi in evidenza predominano elementi grammaticali legati all'idea dell'assenza, assenza che rappresenta metaforicamente l’assoluta mancanza di stimoli, di passioni, di volontà: la negazione di ogni moto dell'animo che spinga ad agire coerentemente con le proprie idee. Assenza e negazione si trasformano nel torpore e nell'inerzia propria dei pusillanimi e vili d'ogni tempo; “non ragioniam di lor, ma guarda e passa" è una formula lapidaria e proverbiale con cui Virgilio vuole esprimere il suo profondo disprezzo nei loro confronti.
La luce fioca presente nell'antinferno permette a Dante di scorgere altre anime che alimentano la curiosità del pellegrino inducendolo a fare ripetute domande al suo accompagnatore, il quale lo azzittisce con un rimprovero. Il silenzio che segue dura fino al momento in cui i due protagonisti giungono sulle rive del fiume all'Acheronte, dove appare la figura di Caronte, il traghettatore delle anime infernali. L'ultima sequenza, dominata dall’immagine orripilante del demone, ci fornisce altre importanti informazioni sulla natura dello stato infernale e sulla drammatica condizione dei dannati. La prima notazione riguarda la presenza costante delle tenebre: l'inferno, infatti, non può usufruire della luce del cielo e la coppia oppositiva risulta essere BUIO-LUCE, mediante cui l’autore vuole sottolineare la totale assenza di speranza, il concetto della dannazione eterna. La conclusione del canto è caratterizzata dalla descrizione di un evento naturale, un terremoto che provoca lo svenimento di Dante, a compimento di una tensione drammatica costruita, fin dai versi iniziali, grazie all’impiego di un linguaggio fortemente espressivo e di immagini intensamente drammatiche.