martedì 15 ottobre 2013

TIPOLOGIA B - ALUNNI E DOCENTI SU FACEBOOK a cura di ALESSIA COLARULLO III F a.s.2012-13


Il XX secolo rappresenta l’era dello sviluppo tecnologico; esso ha determinato la nascita e la diffusione di mezzi di comunicazione che hanno rivoluzionato la vita quotidiana. Uno dei fenomeni che ha investito prepotentemente la cultura occidentale, determinando una fase di profonda trasformazione culturale che ha sconvolto la quotidianità, è stato Internet, quindi l’utilizzo sempre più frequente del computer, non soltanto come supporto in ambito professionale (come strumento di calcolo, di archiviazione...) ma sopratutto come strumento di comunicazione. Con questo nuovo mezzo sono state letteralmente abbattute le distanze: adesso si può comunicare liberamente con persone in altri stati o continenti con un semplice clic, e tutto ciò con estrema semplicità, anche per mezzo dei social networks. Il social network più importante e il più conosciuto al mondo è Facebook, una piattaforma grazie alla quale si possono condividere foto, pensieri, opinioni, video e si può conversare nel modo più rapido possibile. Riguardo all'utilizzo di questi nuovi mezzi di comunicazione, divergenti sono le opinioni; infatti la grande diffusione di questo social network non è accolta favorevolmente da tutti. In particolar modo e per quanto attiene al mondo scolastico, è fortemente discussa la possibilità da parte di alunni e docenti di essere “amici su Facebook” e quindi di poter comunicare e condividere qualsiasi tipo di informazione. Dunque questo fenomeno sarebbe assolutamente da evitare. Permettere agli alunni di entrare così facilmente nella privacy di un docente potrebbe determinare un indebolimento della sua autorevolezza con conseguente mancanza di rispetto nell’ambito scolastico. C’è chi invece ritiene che permettere a docenti e ad alunni di instaurare un rapporto di amicizia per mezzo del social network potrebbe aiutare e stimolare i ragazzi con la proposta di “corsi di recupero” oppure di “gruppi di studio”; in realtà non è così. Queste possibilità, infatti, possono essere proposte anche al di fuori di social network, ad esempio con siti e blog che rispettano la privacy del docente ed evitano un altro possibile fenomeno: quello dell’instaurarsi di un rapporto eccessivamente confidenziale. A prova di ciò, il preside del liceo milanese Berchet, Tino Pessina, spiega come “si può essere amichevoli, ma l’amicizia, come in ogni rapporto asimmetrico, è impossibile.” Aggiunge poi un aspetto condiviso da molti studenti spiegando come “i ragazzi non vogliono docenti amici, stimano chi insegna con passione anche se è severo e chi li rispetta. Per capire come sta un alunno bisogna guardarlo negli occhi.” Questo è un aspetto che andrebbe sottolineato moltissimo in quanto, a seguito di un’amicizia nata e consolidata grazie a Facebook, potrebbero avvenire dei favoritismi a discapito di una valutazione oggettiva, determinando quindi delle anomalie didattiche che non devono e non possono succedere. Il social network, difatti, è un potente mezzo di comunicazione che viene utilizzato molto spesso per esprimere un proprio ideale, un proprio orientamento politico, ma anche un qualsiasi tipo di opinione riguardo a un argomento. La possibilità da parte dell’alunno di osservare e capire cosa pensa il docente, potrebbe determinare un condizionamento non indifferente o, al contrario, delle frustrazioni a causa della non condivisione di particolari concetti. Il metodo più immediato e più sicuro per evitare questi fenomeni è vietare in tutti i modi possibili l’amicizia su Facebook, affinché il rapporto alunno-docente rimanga oggettivo e imparziale.

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